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venerdì, 16 maggio 2008

Wu chiiii?!

Un tema che è pervicacemente salito alla ribalta delle cronache nazionali è, come sapete, quello della sicurezza. Delle sue sfaccettature extrasociali (politiche, filosofiche, economiche) si sono riempite le pagine dei quotidiani e le vetrine dei mass media in generale. Così è comparsa, accanto all'acribia dei sostinenitori della tesi allarmista, la ben più tiepida e scettica fazione della prudenza. Se ne è discusso proprio in un convegno di forumpa2008 (http://expo.forumpa.it/expo/2008/session/sicurezza-e-sicurezze-informazione-e-comunicazione-nel-conflitto-tra-allarme-e-ras), nel quale autorevoli addetti ai lavori si sono confrontati, senza, a quanto pare raggiungere una prospettiva conciliante. Un articolo di Chiara Bongiovanni (http://portal.forumpa.it/story/41341/emergenza-sicurezza-e-se-fosse-unimpressione) ha cercato di riassumere il punto di vista del prefetto di Roma, Carlo Mosca, sostenitore dello scetticismo mediatico. Secondo l'uomo di stato le statistiche parlano chiaro: "Da una parte le statistiche criminali che soprattutto nel bimestre del 2008 presentano una situazione in netto calo per quanto riguarda la criminalità diffusa, rispetto all’ultimo bimestre 2007 - che comunque registra un andamento decrescente dal gennaio dell’anno 2007 al novembre del 2007. Questa tendenza continua ancora ad impressionare per il calo soprattutto con riguardo ai delitti di rapina, di furto, violenza. Un dato statistico dunque oggettivamente positivo che rivela l'impegno delle forze di polizia e la capacità investigativa concretamente valida". Andiamo allora a cercare in rete questi dati. Su www.giustizia.it sono reperibili pubblicamente le statistiche ufficiali riguardanti le principali area di suddivisione dell'attività giudiziaria. Dato che il peso maggiore delle responsaabilità dei reati penali è stato accordato agli stranieri "residenti" nel nostro paese, cerchiamo documenti inerenti. Quindi andiamo su "statistiche">"amministrazione penitenziaria">"regione di nascita" (http://www.giustizia.it/statistiche/statistiche_dap/det/detg00_organigramma.htm). Il documento excel linkato sfata un pregiudizio assai diffuso: quello che la maggioranza dei detenuti nelle carceri italiane sia costituito da stranieri (come recita anche il primo commento al citato articolo della Bongiovanni); infatti su un totale di 48.693 detenuti, solo 18.721 non sono nati in Italia. Dunque qualche ragionevole dubbio, per citare uno scrittore di successo barese (chi coglie la citazione?), legittimamente sussiste. Ora, il punto sta nel non mostrarsi succubi della propria causa, e cercare magari di non cadere nell'errore opposto (dum vitant stulti vitia, in contraria currunt...oggi citazione-day, altro che Grillo). Sebbene apparentemente sovradosata, la criminalità straniera è comunque una presenza decisiva e molto influente sulle percezioni dello scenario collettivo, della vita sociale. A corredo della tesi scetticista, consiglio inoltre ai colleghi blogger di visitare il sito del collettivo Wu Ming (http://www.wumingfoundation.com/italiano/biografia.htm), gruppo di autori di illegibili romanzi post-moderni, ma fini tessitori di trame della contro-informazione ufficiale, nonchè di fiction-giornalistica e di ripercorrere brevemente la loro biografia.

Per concludere: nessuno possiede certezze in merito alla volontà dell'nformazione e alle sue trame occulte, quando sussistono...ma "il dovere di ogni uomo di cultura dovrebbe essere quello non già di cercare delle risposte, ma di seminare dei dubbi". A chi vorrà cogliere anche l'ultima citazione darà il num. di cellulare di Anna. Ora prometto che smetto.

postato da: arsenio84 alle ore 17:47 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: terrorismo mediatico

Commenti
#1    08 Giugno 2008 - 12:47
 
UN PREZIOSO COMMENTO LETTARIO:
"THE GUSTIBUS"

"Romanzi illeggibili"?
A quale ti riferisci? Ammetto di non essere tra i più informati sulle novità del mercato editoriale italiano, però i romanzi dei wu-ming mi pare abbiano trovato una forma molto efficace di scrittura collettiva, peraltro molto scorrevole. Certo si tratta pur sempre di romanzi storici e se non ti piace il genere c'è poco da fare. Però c'è modo e modo di scrivere romanzi storici: Il loro lavoro è sempre frutto di ricerche accurate su eventi della storia trascurati, che hanno costitutito un punto di svolta fondamentale per definire il mondo in cui viviamo. Inoltre il loro stile di scrittura collettivo ha dei risultati a mio parere molto interessanti per un genere corale come il romanzo storico.
Ne ho letti un pò di romanzi dei wu-ming. ma il mio preferito rimane uno dei primi, "Q". Il romanzo tratta appunto uno di quei periodi di Rivoluzione della storia che è il '500 dopo la riforma protestante e le conseguenti guerre civili, rivolte, massacri. Il romanzo ha il pregio di trascinarti nel clima di quegli anni di sconvolgimento del pensiero tradizionale, di nascita di nuove idee e ideali, un momento in cui il Potere ha vacillato grazie all'improvvisa liberazione del sapere. Il libro dà un immagine di quegli anni molto accurata e l'unisce a un intreccio ben congegnato.

Ciao, Jacopo

p.s. Prima ci battete sedici a otto a calcetto, poi plagi i miei post (v. forum pa sulla sicurezza, i wuming), infine scrivi pure che i wuming sono illeggibili, luca...tu stai scherzando con cose più grandi di te...
utente anonimo

#2    08 Giugno 2008 - 16:27
 
Dimenticavo, ho apprezzato molto, nonostante le opinioni letterarie diverse, il tuo post. In particolare la parte sui dati della popolazione carceraria straniera. Proprio qualche giorno fa in una discussione con alcuni amici di sicura fede socialista, mi son sentito dire con ostentata sicurezza che "...si sa che la maggior parte dei detenuti sono stranieri." Di fronte alla loro sicumera e visto che è un argomento che si sente sempre ho rintuzzato la mia proverbiale polemica e incassato il colpo.
E invece ora leggendo il tuo post mi rendo conto che avevo ragione.
Insomma mi hai dato la conferma che esiste ancora la Verità, che non è necessariamente quella che tutti credono e che qualcuno ancora interessa cercarla.
Certo, si avanza in mezzo ai dubbi.
Jacopo

utente anonimo

#3    10 Giugno 2008 - 12:57
 
mitico jacopo, avevi ragione allora!
su wu ming non saremo mai daccordo, de gustibus non disputandum est!
grazie del commento
utente anonimo

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