Un tema che è pervicacemente salito alla ribalta delle cronache nazionali è, come sapete, quello della sicurezza. Delle sue sfaccettature extrasociali (politiche, filosofiche, economiche) si sono riempite le pagine dei quotidiani e le vetrine dei mass media in generale. Così è comparsa, accanto all'acribia dei sostinenitori della tesi allarmista, la ben più tiepida e scettica fazione della prudenza. Se ne è discusso proprio in un convegno di forumpa2008 (http://expo.forumpa.it/expo/2008/session/sicurezza-e-sicurezze-informazione-e-comunicazione-nel-conflitto-tra-allarme-e-ras), nel quale autorevoli addetti ai lavori si sono confrontati, senza, a quanto pare raggiungere una prospettiva conciliante. Un articolo di Chiara Bongiovanni (http://portal.forumpa.it/story/41341/emergenza-sicurezza-e-se-fosse-unimpressione) ha cercato di riassumere il punto di vista del prefetto di Roma, Carlo Mosca, sostenitore dello scetticismo mediatico. Secondo l'uomo di stato le statistiche parlano chiaro: "Da una parte le statistiche criminali che soprattutto nel bimestre del 2008 presentano una situazione in netto calo per quanto riguarda la criminalità diffusa, rispetto all’ultimo bimestre 2007 - che comunque registra un andamento decrescente dal gennaio dell’anno 2007 al novembre del 2007. Questa tendenza continua ancora ad impressionare per il calo soprattutto con riguardo ai delitti di rapina, di furto, violenza. Un dato statistico dunque oggettivamente positivo che rivela l'impegno delle forze di polizia e la capacità investigativa concretamente valida". Andiamo allora a cercare in rete questi dati. Su www.giustizia.it sono reperibili pubblicamente le statistiche ufficiali riguardanti le principali area di suddivisione dell'attività giudiziaria. Dato che il peso maggiore delle responsaabilità dei reati penali è stato accordato agli stranieri "residenti" nel nostro paese, cerchiamo documenti inerenti. Quindi andiamo su "statistiche">"amministrazione penitenziaria">"regione di nascita" (http://www.giustizia.it/statistiche/statistiche_dap/det/detg00_organigramma.htm). Il documento excel linkato sfata un pregiudizio assai diffuso: quello che la maggioranza dei detenuti nelle carceri italiane sia costituito da stranieri (come recita anche il primo commento al citato articolo della Bongiovanni); infatti su un totale di 48.693 detenuti, solo 18.721 non sono nati in Italia. Dunque qualche ragionevole dubbio, per citare uno scrittore di successo barese (chi coglie la citazione?), legittimamente sussiste. Ora, il punto sta nel non mostrarsi succubi della propria causa, e cercare magari di non cadere nell'errore opposto (dum vitant stulti vitia, in contraria currunt...oggi citazione-day, altro che Grillo). Sebbene apparentemente sovradosata, la criminalità straniera è comunque una presenza decisiva e molto influente sulle percezioni dello scenario collettivo, della vita sociale. A corredo della tesi scetticista, consiglio inoltre ai colleghi blogger di visitare il sito del collettivo Wu Ming (http://www.wumingfoundation.com/italiano/biografia.htm), gruppo di autori di illegibili romanzi post-moderni, ma fini tessitori di trame della contro-informazione ufficiale, nonchè di fiction-giornalistica e di ripercorrere brevemente la loro biografia.
Per concludere: nessuno possiede certezze in merito alla volontà dell'nformazione e alle sue trame occulte, quando sussistono...ma "il dovere di ogni uomo di cultura dovrebbe essere quello non già di cercare delle risposte, ma di seminare dei dubbi". A chi vorrà cogliere anche l'ultima citazione darà il num. di cellulare di Anna. Ora prometto che smetto.
